Come migliorare l’efficienza di un’azienda

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Team building: quante volte ne abbiamo sentito parlare? In genere lo associamo alle multinazionali, alle aziende anglosassoni con centinaia di dipendenti. Eppure, se lo conoscessimo un po’ più da vicino, capiremmo quanto utile possa essere anche per le più piccole realtà.

Sono infatti sempre di più le aziende che, nel corso degli anni, hanno deciso di destinare parte del loro tempo e del loro budget al team building. Di cosa si tratta? In poche parole, consiste nell’organizzare determinate attività per incoraggiare il lavoro di squadra e la coesione tra dipendenti, con uno scopo: aumentare l’affinità e la complicità tra colleghi e migliorare il rapporto che questi hanno con l’azienda. E non si tratta di un gioco, né di una teoria astratta: è stato dimostrato come il team building sia in grado di migliorare la produttività e l’attitudine di un team di lavoro.

Un elemento, questo, che è indispensabile non solo nel breve termine ma anche in un’ottica futura: ogni azienda è percepita infatti in un modo o nell’altro in base a come viene proiettata, cioè in base a ciò che – all’esterno – trasmette. Sia in modo controllato che inconsapevolmente, viene identificata da clienti, fornitori, organizzazioni & co. sulla base di come la sua identità e la sua immagine la definiscono. Di cosa si parla, in concreto? L’identità è ciò che si “vuole essere”, ed è il modo in cui l’azienda cerca di presentarsi al mondo; l’immagine è la percezione o la riflessione che si forma nei confronti dell’azienda. Sono due aspetti interconnessi, questi. Sono l’anima della cultura aziendale. E dal team building passano, per forza di cose.

L’importanza della cultura aziendale e del team building

Ma perché il team building e la cultura aziendale sono così importanti? Perché ciascuno di essi porta con sé innumerevoli benefici, sia tra dipendenti che nel mondo esterno. In azienda, la cultura aziendale aiuta nella coesione di un team perché i dipendenti riescono a identificarsi con l’azienda: è scientificamente provato che, maggiore è il grado di identificazione, maggiore sono anche l’impegno, la motivazione e, in definitiva, l’efficienza di chi nell’azienda lavora. In pratica, i dipendenti si sentono a proprio agio nello svolgere il loro lavoro e difficilmente pensano di lasciare la compagnia; senza contare che, fare in modo che questi delle loro mansioni abbiano una buona considerazione, trasmette lo stesso messaggio all’esterno. Il risultato? La cultura aziendale ha svolto esattamente il suo compito: far apparire l’azienda attraente (per probabili nuovi dipendenti) e affidabile (per potenziali nuovi clienti).

Cultura aziendale e cosa serve ai dipendenti per rendere meglio

Ma come si costruisce una cultura aziendale? Prima di tutto bisogna capire i bisogni e i benefici di questo concetto. Se non c’è fiducia iniziale, è facile fallire. Ogni azienda deve avere chiaramente definiti visione (la filosofia che guida il percorso e la condotta all’interno e all’esterno dell’organizzazione), missione e valori e e anche come trasmetterli correttamente.

Una volta definiti i concetti, si dovrà coinvolgere il team. Come fare? Le compagnie di successo insegnano: far partecipare tutti chiedendo un parere, ascoltando le idee e facendone tesoro è un’ottima base per costruire una cultura aziendale solida e condivisa. Questa, infatti, deve essere conosciuta, approvata e apprezzata da chiunque all’interno dell’azienda, perché produca i suoi effetti. Infine bisogna considerare anche l’ambiente di lavoro, perché non basta un team equilibrato, motivato e ben costruito per migliorare e crescere: si deve puntare ad uno spazio che abbia una sua personalità e che sia confortevole e benefico. Sedie, scrivanie, poggiapiedi e altri accessori utili per migliorare le condizioni sono prioritari per garantire una buona “convivenza” mentre, per abbattere le barriere al dialogo, meglio optare per un open space così da coinvolgere tutti verso l’obiettivo comune. La condivisione dei risultati è un altro aspetto da non sottovalutare, ma è giusto anche garantire flessibilità ai dipendenti, concedere momenti di pausa e un giusto grado di libertà.